Raduno intersezionale al rifugio Calvi (1985 pag. 149)

Ho incontrato e conosciuto la montagna perché quasi ci sono nato, ma allora esisteva solo l'esuberante divertimento di un ragazzo a contatto con un mondo per molti versi magico e nuovo. Allora mi inoltravo per i boschi, avido di lunghe passeggiate; percorrevo per gioco ampie valli risalendone i torrenti, ignaro di cosa significasse aggrapparsi ad una parete verticale trascinati da una bruciante passione! Non esisteva nulla, al di fuori di molto divertimento e poca scuola. Una piccola valle, un piccolo paese, un piccolo uomo col naso all'insù per guardare l’orrido paretone della Grigna, messo lì a contrastare il quieto andarsene del sole. Un piccolo Eiger casalingo! Tante cose sono cambiate da allora. Il Club Alpino, per certo, a quel tempo esisteva, ma il fervore che da qualche anno lo anima per avvicinare in maniera consona i ragazzi alla montagna, costituisce un fatto certamente nuovo; anche se di gite o escursioni se ne son sempre svolte. Ora però ci troviamo di fronte ad una struttura organizzativa e a commissioni che operano esclusivamente per i ragazzi, sia a livello sezionale o regionale che nazionale. Così nasce e prende vita un'incontro intersezionale: da una passione, da una organizzazione e da un luogo da raggiungere; una meta un incontro e infine un'esperienza da ricordare.


7·8 settembre: escursione intersezionale al Rifugio Calvi. Nuovo il rifugio: bellissimo, accogliente e moderno. Nuova la meta, almeno per la maggioranza dei partecipanti provenienti in buona parte dalla Brianza, ormai una consuetudine per la Commissione Alpinismo Giovanile che ne ha curato l'organizzazione. L'intento: quello di fornire agli organizzatori ed agli accompagnatori un necessario ed insostituibile supporto di idee, esperienze ed impressioni, al fine di offrire ai ragazzi, in un momento di svago quale è una gita, un servizio anche didattico, valido e costruttivo.

Da questa idea e direi da tale necessità, sono nati  i ripetuti incontri con Verona: traversata Gemelli -Alpe Corte  nel 1984, visita al Baldo nel 1985 e per il 1986 ritrovo al Curò. Escursione intersezionale  Colere-Albani- Lizzola ancora nel 1984.

Se quindi la formula di queste manifestazioni è confortata ed avvalorata dai risultati ottenuti, certamente positivi, per il Calvi non ci si è limitati ad invitare una o al più 4 o 5 Sezioni ma ben 23 per un totale che assomma, fra accompagnatori e ragazzi, a ben 100 iscritti. Certamente un buon collaudo per il Calvi. Una incisiva presentazione per il Sodalizio. Non poca fatica, ma direi,  giustamente molta soddisfazione per i componenti della Commissione A.G., che nonostante il gran trafficare, il sorgere di mille imprevisti, le discussioni e le trenta telefonate immancabilmente ricevute o fatte all'ora di cena, vedono avviarsi questa manifestazione salutata da un'attesissima e senz'altro augurale giornata di sole.

Sono le dieci di sabato sette settembre, due pullman attendono al Piazzale della Stazione per accompagnare ancora i titubanti partecipanti, dapprima al Cornello del Tasso e poi per il pranzo al sacco nei pressi di Carona. Le fatiche relative all'organizzazione sono ben presto dimenticate, la Val Brembana ci accoglie verdissima, illuminata, abbagliante ed incantevole e l'allegria non tarda ad appianare le incertezze e le titubanze di questi ragazzi che ancora non si conoscono, ma che presto, senza dubbio ed inaspettatamente si scopriranno amici. Ore 11 trasferimento, visita didattica al Cornello dei Tasso, pranzo al sacco ed esuberanza giovanile piena, accelerano il corso della giornata. Le montagne si apprestano al bivacco notturno, contendendosi gli ultimi raggi di sole; in silenzio ed un poco infreddoliti si ascoltano le parole augurali della messa, un'allegrissima cena, una battagliatissima premiazione quiz ed un perentorio e quanto mai necessario intervento del rifugista, pongono fine a questa tanto intensa quanto allegra giornata.

La sera fuori è tranquilla e tersa, l'aria profuma di vita e le montagne, più pazienti di molti ragazzi, aspettano l'indomani per mostrarsi in tutta la loro semplice, invitante ed indimenticabile bellezza. L' indomani... è ancora così lontano per questi ragazzi ormai rapiti dalla novità, per una sera potranno giocare, ritrovarsi in allegria come i grandi, per una sera il rifugio accoglierà e “resisterà" ad una innocua quanto chiassosa rappresaglia, per una sera potranno addormentarsi come in una avventura nell' inconsueto profumo di pino delle nuove pareti del Calvi e "bivaccare” sicuri in calde coperte di lana.

Ed è già domenica, un profondissimo, azzurro e capovolto mare,  fissa nel ricordo degli escursionisti il particolare contorno delle nostre Orobie. Un primo gruppo raggiungerà la Capanna Giulia Maria, posta poco prima del Lago Nero, attraverso il Passo di Portula, i Laghi Cernello e Sucotto con la risalita finale allo sperone roccioso su cui svetta la costruzione stessa. Il secondo gruppo, composto per la maggior parte dai giovanissimi, salirà al Passo d'Aviasco per la Valle dei Frati  e bordeggiando i Laghi d'Aviasco, Nero, e Resentino raggiungerà Valgoglio.

Preparativi, fotografie, saluti, ed un sole che taglia corto ad ogni indugio, avviano la giornata; le due comitive si dividono ordinatamente, l'escursione ha inizio con i piccolissimi avanti, curiosi ed impazienti! A tratti ci si ferma, un sorso di the, un panino, una domanda, la serenità dei luoghi accomuna, ed è come se ci si conoscesse da sempre, una sorte di felice complicità ci accompagna ed un dolce e quanto mai impossibile desiderio illumina gli occhi di molti: fermare il giorno per godere infinitamente di questi sconfinati ed azzurri spazi: contornati e sorretti dai lucenti ed argentei ricami delle vette. Fortunatamente la festosa accoglienza degli amici di Alzano, che ci aspettano al loro Rifugio del Lago Cernello, scaccia anche la più piccola malinconia.


Il raduno della serenità, almeno così voglio pensare e ricordare. La lunghissima di scesa verso Valgoglio, il festoso  commiato, l'avviarsi dei pullman e gli arrivederci, fanno parte di un'altra storia, quella che di giorno in giorno ci accompagnerà ad un nuovo, incancellabile ed allegro incontro da effettuarsi alla nuova Capanna Giulia Maria.

© Alessandro Galliani 2017